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Me medesimo, di e con Alessandro Benvenuti

  • Scritto da Enrico Zoi

6 maggio 2010, ore 21
rassegna Il Toscanaccio - Dante al Dante
Teatro Dante
CAMPI BISENZIO (FI)

Alessandro Benvenuti ricorda Andrea Cambi in "Me medesimo"
con Carlo Monni, la Sunrise Jazz Orchestra e la Filarmonica Michelangiolo Paoli

Una lettura pirotecnica di un testo che l'attore, autore e regista toscano scrive per l'amico Cambi, che ora non c'è più. Il quale la presenta una sola, magica volta a Castiglioncello. Poi basta. Fino all'altra sera, terza puntata della rassegna 'Il Toscanaccio', al Teatro Dante di Campi Bisenzio.

Una serata tra passato, presente e futuro. Il passato è il cortometraggio del 2000 che la introduce, il surreale e felliniano “Via col vento”, di Romeo Conte, con Andrea Cambi, Novello Novelli e Pedro Sarubbi. Venti minuti di viaggio di un uomo attraverso sogno ed immaginazione di un'esistenza negata, da riconoscere in punto di morte (vera o presunta?).
Il presente è uno scoppiettante Alessandro Benvenuti, che presenta in esclusiva assoluta una lettura dello spettacolo 'Me medesimo' e si muta in Andrea Cambi e in Cencio, il personaggio tragicomico pensato per lui. Un uomo in crisi (artistica? lavorativa? familiare? esistenziale?), assillato da un'ernia che egli sospetta essere la causa della diminuzione delle dimensioni del proprio pene. Un uomo che, un po' Bukowski un po' Dante, vomita sul palco e sugli spettatori fiumi di vocaboli, cascate di sensazioni, rapide di immagini ed aneddoti.
Parole utili e inutili, ma belle anche perché inutili: le battute, i giochi lessicali e i doppi sensi avvengono casualmente nel quotidiano. Cencio è un uomo a nudo, un parafulmine della sua e delle realtà di altri, alle prese con una profonda solitudine che lo scilinguagnolo sciolto non basta a riempire (né peraltro ci prova) e con un'amicizia femminile, la Betty che va ai funerali sbagliati, libera interpretazione scenica di una persona reale che accompagna Cencio nel suo viaggio dentro il logorio della vita moderna.
In questa identificazione in 'Me medesimo', organizzata un po' 'a scatola cinese' (Benvenuti è Cambi, ma anche Cencio, e Cencio era Cambi fino a pochi giorni fa), Alessandro Benvenuti è semplicemente straordinario. Parla, legge, recita, a tratti anche reinventa, catturando l'attenzione del folto pubblico del Teatro Dante per un'ora e mezzo senza mai fermarsi, nemmeno per bere un sorso d'acqua. Che del resto nemmeno ha portato accanto al leggìo. Il futuro è ciò che resta nell'aria.

Informazioni: tel 055.8940864

Lo spettacolo, inizialmente previsto per l'8 aprile 2010, è rinviato al 6 maggio.

@il_trillo

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