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Federico Micali: “Il cinema è... Universale!”

  • Scritto da Enrico Zoi
Federico MicaliFirenze, Quartiere Oltrarno, accanto alla San Frediano di Vasco Pratolini, anni '70/'80 del '900: è qui e allora che c'è una sala cinematografica destinata ad entrare nel mito. Si chiama L'Universale, come il film che le dedica oggi il regista Federico Micali: al suo interno, il cinema diventa happening, condivisione, partecipazione, fumo, politica, ironia. Woodstock non è più solo un film, ma un doppio concerto: nella pellicola e fra gli spettatori. Tamburelli, spinelli, trombe, vespe e automobiline telecomandate entrano tra il pubblico e agiscono. Realtà e finzione si confondono, spesso si fondono.
Federico, cos'era il cinema Universale e perché bisognava raccontarne la storia?
Il cinema Universale è stato tanti luoghi messi insieme, ma soprattutto un cinema che io amo definire libero, perché gli spettatori avevano la possibilità di esprimersi in modo davvero libero. Non si trattava solo di commentare il film a voce alta, ma anche di bere, fumare, discutere animatamente, prendersi in giro: era centro sociale, piazza, circolo, cineclub, tutti questi ambienti messi insieme. Era un luogo dove dovevi essere negli anni '70 e '80, dove accadevano le cose, venivano probabilmente anche prese decisioni a livello politico e ribollivano le iniziative, dove era il fermento politico, intellettuale, culturale e soprattutto popolare. L'Universale era un luogo mitico da narrare, un unicum composto da molte sfaccettature di esperienze analoghe, un luogo eccezionale per raccontare quegli anni come teatro degli eventi, ambiente in cui far scorrere la nostra storia e sceneggiare altre storie, contenitore fantastico di un periodo. I protagonisti del film assorbono questi cambiamenti. Nascono così un meccanismo letterario e una sceneggiatura molto funzionali a narrare l'epoca non alla Meglio Gioventù: qui gli eventi entrano attraverso lo schermo cinematografico.

Ci vorrebbe anche oggi un Universale o è un'esperienza irripetibile?
L'Universale oggi non potrebbe esistere: sono cambiati i tempi, c'è molto più controllo, un tipo di repressione e una libertà diverse. Sarebbe impensabile. C'è anche chi vorrebbe riaprire una sala del genere, ma non funzionerebbe, però mi piacerebbe vivere in tempi che permettono il cinema Universale, senza tuttavia fare operazioni nostalgia: il messaggio non deve essere "ah, come si stava bene allora', ma 'quanto è importante la resistenza delle piccole sale cinematografiche che cercano di sopravvivere contro i colossi".

Da quanto insegui questo progetto e quali i vantaggi e gli svantaggi di averlo realizzato da cineasta indipendente?
A parte il documentario Cinema Universale d'Essai, che è precedente, il soggetto è del 2009, la sceneggiatura del 2010. Anche se non sono stato ad aspettare anni le riprese, dal momento in cui intraprendi il progetto e poi cominci a vincere dei bandi la tua testa è su quella dimensione, non è facile fare altro. L'indipendenza si lega alla libertà e ti obbliga a rapportarti con problematiche che rafforzano il tuo controllo sul film, mentre le case più grandi ti semplificano la vita in tanti modi ma non vai a fondo tanto quanto lo siamo andati noi.

Che viaggio farà questo film: distribuzione, festival, dvd, altro?
Distribuzione nazionale: Firenze, Bologna, Milano, Genova, Roma. Una distribuzione indipendente com'è indipendente il film, con un budget irrisorio. Il nostro punto di forza sarà il passaparola: l'importante è che il film lotti e riesca a ritagliarsi la sua posizione.

Altri progetti in arrivo? Dopo L'Universale, hai un altro sogno nel cassetto?
Una cosa per volta. Questa fucina che è stata la preparazione dell'Universale ha rafforzato molto alcuni rapporti. Uno di questi è con lo sceneggiatore Cosimo Calamini, che ha scritto il romanzo Le querce non fanno limoni: una bella storia che mi piacerebbe raccontare per immagini.
 
L'Universale
di Federico Micali.
Con Francesco Turbanti, Matilda Anna Ingrid Lutz, Claudio Bigagli, Robin Mugnaini, Paolo Hendel, Margherita Vicario, Vauro Senesi, Maurizio Lombardi, Anna Meacci, Luca Guastini, Roberto Gioffré, Ilaria Cristini, Francesco Mancini, Pietro Angelini, Francesco Becchimanzi, Nicola Morucci, Duccio Mantellassi, Edoardo Pagliai, Gea Dall'Orto, Andrea Francini.
Commedia, durata 88 minuti. Italia, 2015.
In sala dal 14 aprile 2016.

@il_trillo

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