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Niccolò Fabi, in tour con Cecilia e Gnu Quartet, e il contatto vitale con il pubblico

  • Scritto da Elena Meynet
Canta, scherza, intona in modo giocoso la sigla del cartone animato "Heidi": Niccolò Fabi si lascia avvolgere dall'atmosfera dei quasi 1400 metri di altitudine di Ozein, una manciata di case sopra Aymavilles in Valle d'Aosta. Quello del pomeriggio di sabato 18 luglio è il secondo concerto di "Musicastelle", la rassegna outdoor organizzata dall'Office du Tourisme, e sfida il meteo, capriccioso dopo una settimana di caldo torrido. La scelta è tutta acustica, a partire dalla giovane Cecilia, arpista torinese che in Valle d'Aosta ha registrato il suo primo compact disc "Guest" nel "Meatbeat" di Neda. Lei ha una voce bella, forte, decisa, perfetta per le armonie ed i testi rock, per i quali predilige l'inglese: è forse questo ad aver conquistato Paola Cuniberti, già manager di Fabi, che l'ha voluta ad aprire le date estive con lo Gnu Quartet, ed ecco il secondo punto acustico, segnato dal quartetto. Dinamici e divertiti, sanno esprimersi singolarmente e nell'ensemble, seguendo i giochi musicali di Niccolò Fabi, che da cantautore si è prestato al trio artistico e inusuale con Daniele Silvestri e Max Gazzè, ma l'estate proseguirà, oltre che con il quartetto, anche con performance solistiche: «E' ovvio che la quantità di suggestioni che aveva offerto il progetto a tre aveva quasi una necessaria evoluzione in una sottrazione  - ci racconta in un momento di pausa - per rientrare un po' nell'ombra creativia, con uno sguardo naturale con le persone, perché ovviamente anche la grande tournée nei grandi spazi ti dà una gratificazione enorme in termini energetici ma ti impedisce un po' il contatto con le persone che per me è vitale, a misura d'uomo». Non si risparmia, parla con tutti, si presta a selfie, stringe mani a chiunque nel grande prato gli si avvicini. Ad inizio concerto cita l'esperienza in trio, facendo riferimento al rischio di pioggia: «Qui decide il Padrone della festa», titolo dell'album uscito a settembre 2014. E infatti un bel temporale estivo si affaccia a metà concerto.
La conca di Ozein, adagiata sul panorama della Plaine di A, è folta di pubblico, molti sono arrivati nel primo pomeriggio organizzando un pic nic. Si aprono gli ombrelli e non si smette mai di cantare né di battere le mani. Il pubblico è parte essenziale del concerto quasi quanto lo Gnu Quartet, ma i fulmini costringono ad interrompere a poco più di un'ora dall'inizio, più che altro per salvaguardare amplificazione e sicurezza, perché se no la musica avrebbe avuto la meglio. 
Bisogna smettere di "giocare", lasciare le canzoni al pubblico di altri contesti, come il festival "Collisioni" di Barolo nel cuneese, dove sarà il giorno dopo, e come l'altra dozzina abbondante di date che lo impegneranno fino a settembre inoltrato. Ma fin dove arriva il divertimento e dove comincia il lavoro di testa? «Non credo che smetterò quando non mi divertirò più - risponde - forse quando smetterò di struggermi: parte della comunicativa è legata anche allo struggimento, mi diverto ma anche mi commuovo». Resta il forte binomio tra solitudine e bagno di folla: «Anche in quei momenti in cui non esiste l'incontro con il pubblico - ci spiega - la tensione a cercare nuove idee, nuova creatività è costante». Quindi sceglierà una meta di vacanza fra le tante toccate in concerto? «Mare e montagna saranno difficili - conclude - quando sarà il momento della pausa ormai saremo in autunno: penso sia più probabile la campagna».

18 luglio 2015, ore 17
Musicastelle outdoor
Conca di Ozein
AYMAVILLES (AO)

@il_trillo

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