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Alla 1016esima Fiera di Sant'Orso, una mostra dell'Associazione artisti valdostani

  • Scritto da Claudia Camedda
Il 30 e il 31 gennaio 2016, come ogni anno ad Aosta si é rinnovato l'appuntamento con la Fiera di Sant'Orso. L'edizione numero 1015 della "Foire" è cominciata tra artigianato, cultura e arte culinaria. Artigianato e creatività, sono stati i pilastri portanti della Fiera di Sant'Orso, l'antichissima manifestazione, che già dai primi secoli dopo Cristo si svolgeva nel cuore di Aosta, dove si narra che Sant'Orso dava ai poveri abiti e sabot. Questa fiera coinvolge puntualmente tutti gli anni, fra folclore e musica numerosi turisti stranieri, la gente della Valle, e persone che arrivano dal resto dell'Italia. Sono stati più di mille artisti o artigiani valdostani, a presentare le loro opere realizzate a mano. Nei banchi gli espositori hanno esposto sculture in legno, elementi d'arredo in ferro battuto, oggetti in pietra, tessuto e lana, pezzi d'oggettistica in cuoio e numerose altre realizzazioni artistiche. Il centro della Fiera si è snodato fra Piazza Chanoux e Piazza Plouves. Le opere tipiche valdostane si rifanno alle antiche tradizioni della Valle, tramandate fino ai giorni nostri da tante generazioni. L'artigiano Marco Petit Jacques ha esposto nel suo banchetto, nel centro di Aosta, degli specchi in larice invecchiato. Sia il 30 che il 31 c'è stato molto passaggio, e la gente è stata disposta a comprare L'artista il 30 mattina ha venduto un pò a rilento per la pioggia, poi il passaggio delle persone e la vendita delle opere artistiche si sono riprese. Bruno Petit Jacques invece ha esposto dei vassoi in larice invecchiato, delle spille a forma di cuore in larice, delle cornici porta fotografie in legno, dei fornellini in legno per la bourguignonne.
Gasparino Scaletta poi, ha presentato la scultura realizzata in un pezzo di legno di noce, di un serpente, degli oggetti raffiguranti animali come: ricci, uccelli. Alla Fiera lo scultore ha affermato che c'è stata molta gente, e che ha venduto abbastanza. 
Chevrier Manuela ancora ha esposto un bassorilievo in legno di noce con scolpita una foglia, dei cuori in legno di noce, scuri con dei disegni di rosoni valdostani, dei cuori in legno di cirmolo dal colore chiaro. C'è stata molta affluenza di persone, e sono stati venduti dei cuori e qualche cornice in legno di noce. Anche l'espositore De Marco Renato, ha proposto i suoi lavori realizzari in legno di olmo come: porta frutta, in legno di pero come centro tavola, e della frutta lavorata in legno con essenze di prugna, albicocco, pero. Spettacolare è stata l'esposizione di un bassorilievo in legno di noce, raffigurante il volto di un Cristo.
Luciano Fonte ha esposto nel suo banco dei fiori in legno di ontano, pioppo selvatico fatti a mano, con i metodi tradizionali di una volta, usando il pialetto per realizzare i truccioli, che vengono tagliati a uno a uno per la lavorazione dei fiori. Un altro artigiano che ha esposto alla Fiera di Sant'Orso, è stato Luigi Cozzi, con le realizzazioni di: una cassapanca in legno di noce con intarsi, un leggio sempre in legno di noce, una piccola culla in legno di cirmolo. Particolarissimi erano gli orologi in legno da appendere alle pareti. Anche questo scultore ha affermato di aver venduto con questa Fiera del 2016, alla quale hanno partecipato numerosi altri artisti valdostani.
Ad allietare la Foire nel centro di Aosta, è stata anche la mostra a tema libero dal titolo "La Fiera di Sant'Orso e gli artisti valdostani", nello spazio espositivo alla Finaosta in via Festaz 22. La collettiva ha avuto luogo dal 28 gennaio al 2 febbraio 2016. A esporre sono stati ventotto artisti, iscritti all'Associazione Artisti valdostani, che hanno esposto: dipinti a olio, acquarelli, acrilici, sculture e diorami sul tema degli antichi mestieri di Alberto Ragni, realizzati con le gabbiette dei tappi delle bottiglie di spumante. Gli altri autori delle opere esposte sono: Benvenuto Billotti, Elena Cambiaghi, Maria Carere, Loredana Cicala, Rodolfo Coquillard, Marcella Curcio, Diana De Siena, Savina Freschi, Aldo Antonio Fusaro, Maria Sofia Grigolin, Giulio Leofrigio, Malesan, Maria Luisa Medici, Michele Melfa, Nicola Molino, Isabella Paglino, Teresa Pallotta, Roberto Pepino, Clara Perruchon, Gianni Polimeni, Rizzi, Domenica Rughini Fratucelli, Delia Saba, Vanda Sarteur, Graziella Serradura, Silvana Zanoni, Ombretta Zecchi. 
Roberto Pepino ha esposto il suo dipinto a olio, dal titolo "98 strada immaginaria", che si rifà anche ai ricordi di luoghi dell'infanzia dell'autore, piemontese di nascita.  Gianni Polimeni con il suo quadro a olio "La quiete", ha presentato un'opera paesaggistica, dove le tinte delicate infondono la pace nell'anima. Michele Melfa con il suo lavoro ad acrilico realizzato su legno, propone un paesaggio di montagna, dalle linee perfettamente stilizzate.
Anche Graziella Serradura, ha partecipato alla Collettiva alla Finaosta con il dipinto ad acquarello dal titolo "Viandante". Le linee trattegiate nell'opera risultano nostalgiche e quasi astratte. Marisa Medici è riuscita a distinguersi, con il suo quadro dal titolo "Cesto con botton d'or" a olio su tela, dai colori accesi. Isabella Paglino, poi ha dato prova del suo talento artistico con l'opera ad acrilico su compensato "Paesaggio con alberi e persone con bambini", dalle tinte di colore sapientemente diluite sulla tela. Nicola Molino con il dipinto a olio intitolato "Manuela al maneggio", di genere impressionista ha presentato un'opera realizzata con spesse pennellate di colore.
 Diversi altri autori nello spazio espositivo hanno dato la possibilità al pubblico di ammirare le loro realizzazioni artistiche. Aldo Antonio Fusaro ha esposto una scultura di Padre Pio. Anche altri due artisti, Ladislao Mastella e Paolo Gambalonga hanno realizzato una scultura con il volto di Franco Balan, grafico pubblicitario valdostano morto due anni fa. L'opera è stata scolpita da Mastella, il ritratto del volto è stato dipinto sul legno da Paolo Gambalonga. Nel corpo della scultura del compianto Franco Balan sono stati assemblati tutti i manifesti delle Fiere di Sant'Orso, da lui vinti quando era in vita negli anni passati.
 

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