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Alla Galleria San Grato di Aosta, natura reinterpretata per Giancarlo Muzzolon, Marco Tarea e gli allievi di Franco Grobberio

  • Scritto da Claudia Camedda
E' stato un novembre all'insegna della natura, quello delle esposizioni degli Artisti valdostani, alla Galleria San Grato di Aosta. Ad iniziare è stato Giancarlo Muzzolon, docente di scuola superiore e musicista, con la mostra dal titolo " Pittura per la serenità", venticinque quadri realizzati a olio e qualche acquarello. Muzzolon, che ha ottenuto diversi riconoscimenti in Valle d'Aosta, Piemonte e Lombardia, dipinge diversi aspetti della realtà circostante, puntualizzando i particolari dai quali si sente ispirato. Per la sua pittura lui sceglie angoli, scorci, portoni, vecchie serrande, finestre e facciate di case antiche che il passare del tempo ha impreziosito di colori e particolari, trasformando tutto in un'espressione unica e speciale. Dell'autore sono suggestivi gli squarci di Venezia o della laguna, così come i paesaggi di Burano, Chioggia e l'isola di Pellestrina, e ancora piccoli centri montani della Valle d'Aosta. Altri soggetti sono stati il Palazzo Ducale di Venezia, la rappresentazione dell'antica serratura del castello di Gressan, il castello di Entrèves all'inizio della primavera. 
Da sabato 7 a venerdì 13 novembre, ad esporre sono stati gli allievi della scuola di Franco Grobberio, di Nus, che hanno portato venti acquarelli: infatti dal 2000, Grobberio tiene regolarmente corsi di acquarello, dai quali sono emersi dei talenti. I partecipanti dell'ultima edizione sono stati Rupf Piperno, Tiziana Vallet, Lilia Balla, Federica Breuvé, Eleonora Brunod e Pietro Fioravanti che hanno esposto paesaggi, figure e "luoghi dell'anima", come ama definirli Grobberio. 
Da sabato 14 novembre è stata Lydia Brunod a presentare la sua personale dal titolo "Mes petites bêtes", venti dipinti a olio, su tela di jeans riciclata e su legno tarlato: cani, gatti, asini, mucche e fiori. Recentemente Lydia Brunod è stata premiata ad Aosta dalla "Universum Academy" per l'originalità, grazie ad un'opera di un quadro che raffigura un toro che indossa un piumino blu.
Da sabato 21 poi è iniziata la mostra di Marco Tarea, denominata "Si selfi chi può", che proseguirà fino a venerdì 4 dicembre con un secondo evento titolato "Si selfi chi può. Volume due" . L'artista presenta venti quadri acrilici dai soggetti classici di stile valdostano, come figure, tatà o gufi reinterpretati con colori vivi e surreali. Marco Tarea ama dipingere anche paesaggi molto stilizzati con montagne naif, e sta evolvendo nel suo stile, adottando un genere di pittura comunemente definita "materica" , ottenuta fissando un gessetto acrilico sulla tela o legno, che giunto poi a essicazione risulta ruvido con tante scanalature.
Tutte le esposizioni sono organizzate dalla "Associazione artisti valdostani" , presieduta da Marcella Curcio, con il patrocinio del Comune di Aosta.

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