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Il Rinascimento da Firenze a Parigi. Andata e ritorno dall'esilio.

  • Scritto da Cecilia Barbieri


Il Museo Jacquemart-André di Parigi si è letteralmente spogliato dei suoi capolavori più importanti per mandarli a Villa Bardini a Firenze, dove è stata allestita, dal 6 settembre 2013, la mostra “Il Rinascimento da Firenze a Parigi. Andata e ritorno”. Circa trenta capolavori reduci da un secolo di esilio, sono esposti per la prima volta in Italia nella dimora del mercante fiorentino Stefano Bardini, principe degli antiquari, che li vendette alla Francia.
Il museo vanta, dopo il Louvre, la più ricca collezione di Rinascimento fiorentino in terra di Francia, grazie alle centinaia di capolavori acquistati a fine Ottocento a Firenze, per lo più nell’atelier del celebre antiquario abile e fornitissimo Stefano Bardini. Opere di Sandro Botticelli, Andrea Mantegna, Paolo Uccello, Luca Signorelli, Alesso Baldovinetti, Giambologna e Donatello vennero acquisite alla fine dell’800 da Nèlie Jacquemart e Edouard Andrè per creare una bellissima collezione d’arte nel loro fastoso palazzo parigino.
Si è voluto con questa mostra ricambiare alle istituzioni italiane le cortesie ottenute per la mostra su Beato Angelico del 2011 a Parigi.
Il Museo Jacquemart-André, tra i più importanti e sofisticati di Parigi, che il critico d’arte Lionello Venturi definisce «un’atmosfera, un palazzo italiano che si è ricomposto a Parigi», compie cento anni.
La straordinaria collezione Jacquemart-André si è infatti formata come quelle dei maggiori musei internazionali, con anni di acquisti selezionati e intelligenti, con in più la passione per l’arte di due coniugi innamorati, colti e lungimiranti, oltre che molto facoltosi. 
Edouard André, erede di una famiglia di banchieri dell’aristocrazia imperiale, amico e compagno d’arme di Napoleone III, lasciò prima l’esercito, poi la politica, con lo scopo preciso di colmare di tesori artistici il grandioso palazzo-museo fatto costruire a Parigi sull’esclusivo Boulevard Haussmann. Nélie Jacquemart era invece pittrice, ritrattista della buona società. Si sposarono entrambi già in età avanzata e, grazie a lei, André si innamorò dell’Italia e dei maestri del Rinascimento.
A partire dal 1882, durante i loro numerosissimi viaggi in Italia e Firenze i due collezionisti francesi conobbero Stefano Bardini, che divenne presto non solo l’antiquario di fiducia, ma anche un vero e proprio consigliere artistico. Villa Bardini diventa quindi la sede ideale per questo doppio ritorno a casa, per questa mostra inconsueta, che rimarrà aperta fino al 31 dicembre 2013, curata da un’equipe di specialisti italo-francesi, quali Giovanna Damiani, Marilena Tamassia e Nicolas Sainte Fare Garnot. Un progetto posto sotto la diretta tutela di Cristina Acidini, Soprintendente Speciale per il P.S.A.E. e per il Polo Museale della città di Firenze, e di Gabriel De Broglie, Cancelliere dell’Institut de France, le due istituzioni che promuovono l’evento insieme alla Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron e al Museo Jacquemart-André. Rimasta vedova nel 1894, Nélie continuò a frequentare Firenze e a fare acquisti fino alla morte nel 1912, quando lasciò allo Stato palazzo e collezioni con il vincolo di farne un museo pubblico accessibile a tutti. L’arte, diceva in accordo col marito, deve essere condivisa. E anche questa mostra fiorentina fatta a un secolo dalla sua morte, celebra la sua volontà.


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