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Anna Casati al Museo Bardini: nel blu dipinto di blu della moda a Firenze

  • Scritto da Enrico Zoi

La stilista fiorentina Anna Casati muove i primi passi nel 1952, un anno dopo la prima sfilata di moda italiana, avvenuta a Firenze, a Villa Torrigiani. Oggi grazie alla mostra Lusso e Moda a Firenze: Anna Casati 1952-1994 - L'eleganza di un antiquario dell'Ottocento come stile di vita, la sua produzione raffinata e attenta ai particolari e al senso del disegno e la sua creatività rivivono in uno dei musei più eleganti della città, il Museo Stefano Bardini.

L'antiquario Stefano Bardini (1836-1922), imprenditore brillante e colto antiquario, era anche persona molto sensibile al proprio abbigliamento e al buon gusto. Lo dimostra l'allestimento virato per lo più sul blu della sua collezione di quadri e oggetti e lo conferma l'armonia dell'accostamento tra il Museo e le creazioni della Casati.
La partenza del percorso espositivo è con il botto. Grazie al Museo Piaggio, possiamo toccare la Vespa originale di Vacanze romane, quella che ha portato in giro per la capitale Gregory Peck e Audrey Hepburn. Lo sviluppo dell'itinerario della mostra è poi meno pirotecnico rispetto a quanto lasci presagire il preludio cinematografico. Le curatrici Antonella Nesi, Eleonora Andreoni e Michela Daddi ci guidano infatti nel viaggio che hanno pensato per noi con la sobrietà della moda vera, collocando i pensieri stilistici di Anna Casati, ovvero i suoi abiti, accanto a citazioni letterarie e non solo.
Pensieri e parole, dunque, e parole per dirlo, per dire la purezza dell'oggetto vestito anche dinanzi a opere d'arte, sculture, armi e solenni architetture. Siamo nel cuore di Firenze ed è quasi naturale che, a commentare un abito da sposa, si voli alto con Giorgio La Pira: «Il mistero dei tetti di Firenze è tutto qui. Essi sono, con la cupola, quasi un sacramento che si fa specchio e diffusore della bellezza, della purità e della pace celeste».
Altri abbinamenti sono all'apparenza ancora più stridenti, come l'accoppiata fra un abito da sera, l'armeria del museo e lo Shakespeare di Romeo e Giulietta, o ancora fra un altro vestito da sposa e Francesco Guccini, cui segue un altro abito da sera, che ci porta addirittura in India. Il tutto quasi a significare che la bellezza e l'eleganza, siano esse espresse in abiti, versi di poesie o canzoni oppure opere d'arte, non hanno confini, né età. Salvo poi collocare tre manichini ad ammirare quasi in devozione il Crocifisso di Bernardo Daddi custodito nel Museo e a sistemare al centro della sala, fra le tre figure e la splendida raffigurazione sacra medievale, alcuni capi d'abbigliamento, sempre della Casati, a mo' di ex voto.
Dalla quasi venerazione alla solare malizia del vestito rosso posizionato tra il Porcellino di Pietro Tacca, uno dei più noti testimonial di Firenze nel mondo, e il Diavolino del Giambologna, fino alla sensuale monocromia del velluto blu del prêt-à-porter, espressa con un riferimento lynchano alla canzone Blue Velvet di Bobby Vinton. Da lui passiamo, di nota in nota, ai True Colors di Cindy Lauper.
Una vena di fascinoso mistero percorre però l'intera mostra, al punto che le collocazioni quasi metafisiche di manichini e abiti nello spazio del museo, oltre che epifanie del lusso e del gusto, appaiono, anche in considerazione dell'epoca (prospera per lo spiritismo) in cui visse Stefano Bardini, quasi come adduzioni da una diversa dimensione. Ma questa è un'altra storia: usciti dalla parata di modelli di Anna Casati, sapientemente alloggiati nello scrigno del Museo Bardini, la sensazione che proviamo è quella, odorosa di cromatismi, della creatività liberata.

dal 23 giugno all'8 ottobre 2012
Museo Stefano Bardini, Via dei Renai, 37 (Ponte alle Grazie)
FIRENZE

Lusso e Moda a Firenze: Anna Casati 1952-1994 - L'eleganza di un antiquario dell'Ottocento come stile di vita

Informazioni: tel.055.2342427

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