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La Città Ideale in mostra al Palazzo Ducale di Urbino fino all'8 luglio

  • Scritto da Enrico Zoi

Raccontare il Rinascimento matematico urbinate nella città resa splendida dall'intraprendenza bellica e dall'istinto verso il benessere e il marketing del territorio di Federico da Montefeltro, quattrocentesco duca di Urbino, che investì ingenti somme del suo patrimonio nella cultura: è questa la missione della mostra La Città Ideale.

L'utopia del Rinascimento a Urbino tra Piero della Francesca e Raffaello, allestita nel Palazzo Ducale del bellissimo centro marchigiano sotto la cura di Lorenza Mochi Onori e Vittoria Garibaldi. Fulcro dell'esposizione è la tavola dipinta con la Città Ideale nella Galleria Nazionale delle Marche, uno dei più intriganti enigmi del nostro Rinascimento, essendone ignoti funzione ed autore (Leon Battista Alberti, Luciano Laurana, Francesco di Giorgio Martini, Piero della Francesca, altri?): l'opera costituisce una delle maggiori sintesi di arte, scienza e speculazione intellettuale del '400 urbinate.
L'occasione è ghiotta, in quanto la tavola di Urbino è mostrata qui insieme ad un’altra Città Ideale, di analoga impostazione, conservata nella Walters Art Gallery di Baltimora: il visitatore, ma anche lo studioso, hanno così modo di approfondire la conoscenza di opere tanto singolari e misteriose, esplorando nella navigazione del confronto diretto il nucleo centrale dell’idea di città che si riverbera in quelle architetture dipinte, emozionanti e mai algide, pur nella loro intrinseca natura di epifanie di utopie matematico-filosofiche. Né l'effetto scenico-prospettico del raffronto, tanto meno il brivido che ne consegue e l'occhio passionale dell'amante dell'arte che non può non andare (anche) a certo Giorgio De Chirico, risultano incrinati, da un lato, dall'assenza della terza tavola, quella di Berlino, non concessa ufficialmente per motivi conservativi e comunque attesa ad Urbino, fino a far slittare l'inaugurazione della stessa esposizione, dall'altro da alcuni refusi lessicali nelle didascalie (trattatista invece di trattatistica, o Mantenga anziché Mantegna).
Accanto alle due tavole si ammirano in mostra più di cinquanta fra dipinti, sculture, tarsie, disegni, medaglie, codici miniati e trattati di architettura che illustrano con sguardo globale e nel suo plurimaterico e polimorfico insieme la grande stagione quattrocentesca di Urbino. Vi sono opere di Jacopo de' Barbari, Piero della Francesca (come l'enigmatica Flagellazione, dalla straordinaria bellezza), Luca Signorelli, Fra’ Carnevale, Domenico Veneziano, Sassetta, Mantegna, Perugino, Bramante e Raffaello. Bramante e Raffaello che saranno i terminali avanzati di quel Rinascimento matematico ispirato alla quasi eretica aderenza ai meccanismi del mondo concreto e ai rapporti numerici insiti nella realtà, propria di Federico da Montefeltro, pur essendo egli amico e alleato del Papato. Una poetica che trova nel Palazzo Ducale una delle sue manifestazioni più alte e tangibili. Un consiglio: far precedere alla visita della mostra quella del Palazzo, indispensabilmente propedeutica. Di Raffaello, l'esposizione ci regala un disegno e la predella della Pala Oddi, eccezionalmente concessa dai Musei Vaticani.
Una chicca pure per i bibliofili: l'esemplare del trattato De Re Aedificatoria di Leon Battista Alberti (il cui spirito su tutto aleggia) della Biblioteca Apostolica Vaticana, proveniente dalla Biblioteca del Duca. E se proprio non vogliamo farci mancare niente, possiamo spostarci nella vicina Urbania e ammirare, a raffinata integrazione di quanto abbiamo visto a Urbino, la mostra La Madonna della neve di Federico Barocci. La tradizione, la critica, aperta fino al 31 ottobre 2012.

La Città Ideale. L'utopia del Rinascimento a Urbino tra Piero della Francesca e Raffaello è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici delle Marche, dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici delle Marche, dalla Regione Marche, dalla Provincia di Pesaro e Urbino, dal Comune di Urbino, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e dall’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo e da Banca Marche. L’organizzazione è affidata a Gebart con la collaborazione di Civita. Il catalogo è edito da Electa.

dal 6 aprile all'8 luglio 2012
Palazzo Ducale
URBINO

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