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L'Arca di Noè e la Torre di Babele nei film e ad "Ark Encounter", nel parco creazionista del Kentucky

  • Scritto da Enrico Zoi

Il progetto del parco dell'Arca di Noé in Kentucky L'Arca di Noè e la Torre di Babele, insieme a una città fortificata (e alle sue battaglie) e a un villaggio medievale del primo secolo dopo Cristo, sono in costruzione nel Kentucky, Stati Uniti centro-orientali. Il luogo in cui nel maggio 2014 sorgerà questa specie di parco creazionista è Ark Encounter. Il progetto parte dalla constatazione che quasi la metà degli americani non credono a Darwin.

Più che la questione "evoluzione sì, evoluzione no", sarà interessante vedere un'Arca di Noè lunga 170 metri e larga 25 e una Torre di Babele pure a grandezza naturale. Diventeranno realtà due miti che hanno stimolato i creativi di ogni epoca.
Tolte le opere dedicate genericamente alle Sacre Scritture, sono più di dieci tra 1928 e 2008 i film ispirati in maniera diretta all'Arca di Noè. Fra questi ricordiamo il più antico, L'arca di Noè (Michael Curtiz, 1928), pellicola del muto sonorizzata con Vitaphone, il sistema che allora portò la Warner Bros dall'orlo del fallimento ai vertici del successo (ma con il tragico risvolto di tre morti fra le comparse durante le riprese del diluvio universale), e il più recente, il cartoon americano Noah's Ark: The New Beginning, di Bill Boyce e Ed Naha (2010), in uscita da noi nel 2011. Senza dimenticare la particolare versione che, del mito, dà Roberto Benigni nel suo spettacolo Tutto Benigni (1995/96). Fra le canzoni, rammentiamo il classico di Sergio Endrigo L'Arca di Noè, terzo classificato al Festival di Sanremo del 1970, in coppia con Iva Zanicchi, ma anche la filastrocca che inizia con “Ci son due coccodrilli ed un orango tango...”, come pure L'Arca di Noè di Sergio Caputo, da "Effetti personali" (1986).
Tornando al cinema, La Bibbia (John Huston, 1966) ci consente di passare da un mito all'altro: in questo film, merita l'episodio di Noè (la moglie è la nostra Pupella Maggio), mentre un po' semplicistica è la parte dedicata alla Torre di Babele.
In questo caso, è anche un po' meno folta la filmografia, ma comunque importante. Del 1982 è La Torre di Babele, di Jack B. Hively, con Richard Basehart. Del 2006 è invece Babel, del messicano Alejandro González Iñárritu, con Brad Pitt e Cate Blanchett, dove la torre è metaforica. Quanto alle canzoni, esiste addirittura un intero album ispirato alla Torre di Babele, il quarto in studio del grande Edoardo Bennato. Siamo nel 1976 e il long playing, come si diceva allora, è bellissimo. Tra l'altro, la copertina, dello stesso Bennato, rappresenta l'evoluzione tecnologica dell'uomo attraverso lo sviluppo delle armi: cento figurine di militari sono schierate in una Torre di Babele del tempo. Tra i brani figurano alcuni capolavori dell'artista napoletano: La Torre di Babele, Venderò (testo del fratello Eugenio, e successiva cover del 2009 di Luca Carboni, un passo indietro rispetto all'originale), Cantautore, Franz è il mio nome.

@il_trillo

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