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Nel 2013 Giovanni Boccaccio compie 700 anni: la Toscana lo festeggia così

  • Scritto da Enrico Zoi

Nel 2013, Giovanni Boccaccio compirà 700 anni. Lo scrittore e poeta certaldese nasce infatti in un giorno imprecisato fra il giugno e il luglio 1313. Il Ministero per i beni culturali ha deciso di non costituire il comitato nazionale per i festeggiamenti: sarà la Regione Toscana a farlo, insieme ai Comuni di Certaldo, Firenze, Fiesole, Circondario empolese, Provincia di Firenze, all’Ente Nazionale Giovanni Boccaccio, con la disponibilità alla collaborazione del Sindaco di Napoli.

Ricco il primo programma di iniziative. Dieci racconti in chiave boccaccesca, scritti da studenti delle superiori di Certaldo e dintorni, saranno selezionati e pubblicati, in una sorta di nuovo Decameron (in giuria, Sergio Zavoli, Aldo Forbice, Leone Piccioni e Luigi Testaferrata), nell'àmbito del 32° Premio letterario Giovanni Boccaccio. Ma qualche evento è già partito, come l’incontro fra artisti contemporanei e il Decameron nel Palazzo Pretorio di Certaldo (fino al 2 settembre 2012), in sinergia con il Museo Pecci di Prato, o il congresso internazionale MED-REN: Medioeval-Renaissance Music Conference di Nottingham (Inghilterra), che nel luglio 2013 sarà in Palazzo Vecchio, a Firenze.
Altre due manifestazioni nel 2012: il 5 ottobre in Palazzo Strozzi, seminario internazionale Boccaccio 2013: progetti per un centenario e, dal 7 al 9 novembre, tra Bologna e Ravenna, il convegno internazionale Boccaccio e i suoi lettori. L’agenda si infittisce nel 2013: un progetto di arte urbana e uno di turismo educativo e scolastico nei luoghi del Boccaccio; in Palazzo Vecchio, conferenze sulle donne di Boccaccio; uno spettacolo al teatro Verdi di Firenze; un convegno di studi al Castello Angioino di Napoli; un'iniziativa primaverile con le città gemellate nel nome di Boccaccio e altri scrittori (Certaldo, Neuruppin in Germania, Canterbury in Inghilterra, Chinon in Francia); installazioni audiovisive tra Firenze, Fiesole e Settignano; una mostra d’arte contemporanea a Certaldo; la proiezione, sempre a Certaldo, del Decameron di Pier Paolo Pasolini; una lettura scenica di Alatiel, protagonista di una delle novelle.
A ottobre: a Certaldo il convegno internazionale Boccaccio autore e copista; a Settignano, la presentazione del volume Giovanni Boccaccio. La casa, la città, il territorio; alla Biblioteca Laurenziana di Firenze, una mostra, aperta fino al maggio 2014, a documentare le principali novità e le acquisizioni degli ultimi 40 anni, su Boccaccio come autore di testi in poesia e prosa, in latino e in volgare, letterato ed erudita. E altre idee ancora in ponte: logo, francobollo, conio.
Addentrarsi nella filmografia boccaccesca è come perdersi in un mare magnum. Ma naufragarvi è dolce, benché sia opportuno operare una bella selezione fra le decine di titoli disponibili. D'obbligo partire dal Decameron pasoliniano: siamo nel 1970 e il regista bolognese affida la sua versione del capolavoro trecentesco ad attori quali Franco Citti, Ninetto Davoli, Angela Luce e Silvana Mangano.
Tuttavia, il primo film tratto dall'opera dello scrittore toscano risale al febbraio 1912, ed è Il Decamerone (Andreuccio da Perugia, Il conte di Anguersa, Il Palafreniere e la principessa), di Gennaro Righelli, prodotto dalla Vesuvio, ispirato alle tre omonime novelle, con Gennaro e Maria Righelli e Ruffo Geri. Tra gli altri lungometraggi, menzioniamo volentieri due produzioni degli anni '20, con Elena Sangro, Ruggero Barni, Isa Pola, Tina Rinaldi, Rambaldo de Goudron: Enrico IV (1926, Amleto Palermi) e Boccaccesca (1928, Alfredo De Antoni), da due novelle del Decameron. E poi Notti del Decamerone (1953, Hugo Fregonese), con Joan Collins, Joan Fontaine e Louis Jourdan, e ancora Monsignor Cupido, episodio da Le bambole (1964, Mauro Bolognini), con Jean Sorel, Gina Lollobrigida e Akim Tamiroff.
Dopo il film di Pasolini, fiorisce in Italia un autentico filone sexy-boccaccesco. Ecco qualche titolo: Mazzabubù quante corna stanno quaggiù (1971), Decamerone proibitissimo, Le calde notti del Decameron, Boccaccio, Una cavalla tutta nuda, e Decamerone n. 2, 3, 4, tutti del 1972, e via così per l'intero decennio degli anni '70 (almeno una quindicina i titoli di quel periodo!). In seguito si accostano al novelliere registi di spessore, quali, ad esempio, Miklos Jancso (Il cuore del Tiranno/Boccaccio In Hungary, 1981) o Alberto Bevilacqua (Bosco d'amore, 1982), e cineasti del puro e semplice luci rosse, come il Luca Damiano di Decameron Tales (1995) o Le avventure erotiche del Decamerone (1996).

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