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La fitta rete dell'arte in gioco tocca Aosta, Catania, Genova, Roma

  • Scritto da Il Trillo

L’arte è in gioco: da Aosta a Catania un’innovativa rete culturale  Non sono passati neppure due anni da “The art of games”, la grande mostra allestita dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta con la cura di Debora Ferrari e Luca Traini, e i videogames entrano a pieno titolo nei musei di arte contemporanea e nelle università. Prima tappa di questo articolato percorso sull’innovazione, la partecipazione in partnership dei due curatori alla Global Game Jam di Catania (dal 29 al 31 gennaio), creata con successo proprio da E-Ludo Lab.
A  seguire, il 24 febbraio, una conferenza di presentazione della “Neoludica” all’università “La Sapienza” di Roma, nell’ambito dell’evento “Archeoludica”. Come sempre è stato per la cultura, il futuro è già storia e “L’arte è in gioco”, parola d’ordine dell’esposizione aostana, ha ormai ben sedimentato il gioco nell’arte.
Esempi recenti sono la mostra “Assassin’s creed®. L’arte di un gioco” di Palazzo Ducale a Genova (dal 14 al 30 gennaio), l’”Italian Videogame Developers Conference” ospitata dalla IULM a Milano nell’ ottobre 2009, il convegno “I play videogame” dello scorso novembre all’Università “Ca’ Foscari” di Venezia e il “Master in Videogame” in programma nei prossimi mesi alla LUISS di Roma.
Senza naturalmente dimenticare che i collegamenti fra videogiochi e arte sono ormai anche affare da prime pagine e copertine, come quella della prestigiosa rivista “Wired” di questo mese. E proprio nella versione on-line di “Wired”, uno dei massimi esperti del settore, Matteo Bittanti, docente del California College of the arts e ricercatore presso la Stanford University, ha ricordato che il riconoscimento dello status di arte per la videoludica ha avuto origine proprio ad Aosta con “The art of games”, evento durato più di cinque mesi (dal 23 maggio all’8 novembre 2009) e concluso con l’intervento di un grande “creatore” di fama internazionale come Lorne Lanning.  I curatori Debora Ferrari e Luca Traini, attivi rispettivamente con “Musea” e “Fabbrica Arte”, critica d’arte da più di vent’anni la prima con diverse pubblicazioni per editori prestigiosi quali “Skirà”, “Silvana editoriale” e “Mazzotta”; scrittore e storico il secondo (“Il dittico di Aosta”, “Il bisturi e l’architetto”, “Resurrezione e morte di Jean-Antoine Watteu”) possono essere definiti come i pionieri che, primi al mondo, hanno creduto in quelle che definiscono “profonde connessioni fra videogames e beni culturali”. Connessioni capaci di rivoluzionare quanto sembrava essere soltanto uno strumento di puro divertimento.  Oggi, di fronte al successo della loro iniziativa, non si limitano al ruolo di apripista ma, continuando a coniugare l’impegno nell’arte con i nuovi orizzonti estetici, sono già al lavoro col progetto “Neoludica”, settore di ricerca all’avanguardia che intende indagare e connettere creatività artistiche e tecnologiche.  Annunciato ad ottobre nella sede della Camera dei Deputati di Palazzo San Macuto in occasione del “Games Forum”, frutto del lavoro di più di un anno e di una rete di sinergie fra diversi protagonisti del settore videoludico su scala nazionale (nello spirito del 150° dell’Unità d’Italia), “Neoludica” proporrà a breve con E-ludo Lab di Siracusa, una delle giovani realtà più dinamiche della nuova Italia unita anche dalla rete, un’originale serie di workshop e corsi di comunicazione 3.0, oltre a nuovi e significativi eventi espositivi internazionali. 

@il_trillo

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